venerdì, ottobre 31, 2008

Scontri violenti a piazza Navona

Per dimostrare che quella che racconta Nitto Palma è una sequela di balle ecco il video trasmesso da annozero. La polizia conosceva diversi militanti di estrema destra (teppisti dico io). Gustatevelo e se possibile scaricatelo prima che la censura lo faccia sparire dalla rete.

Nitto, Nitto....



Adesso il buon Nitto Palma non poteva dire altrimenti. Forse non erano infiltrati quegli energumeni che non si sa a che titolo sono venuti a provocare, armati di mazze tricolori e che sono stati mostrati da AnnoZero, allora non si capisce che cosa significhi la parola "provocazione". Come minimo il senatore vive fuori dal mondo e per uno che si occupa di comunicazione la cosa è piuttosto grave. Spassosissima poi la specifica sulla mancanza di infiltrati. Certo non si poteva pretendere che Manganelli (nomen omen), il capo della polizia, dicesse: "gli infiltrati? Certo li abbiamo messi noi."


da corriere.it

«A piazza Navona polizia corretta.
Gli scontri più duri avviati dai collettivi»
Il sottosegretario Palma: «L'operato delle forze dell'ordine ispirato a criteri di equilibrio e prudenza». La scuola e la proteste scatenate dal libera al decreto Gelmini restano in primo piano all'indomani dei cortei anti-riforma a Roma e in altre città italiane. A margine dell’inaugurazione della nuova sede dell’università Bocconi di Milano il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano annuncia che riceverà una rappresentanza degli studenti. «Mi esporranno più ampiamente le loro posizioni» ha detto il Capo dello Stato. Alla Camera nel frattempo, nel corso di un'informativa urgente del governo, il sottosegretario dell'Interno Francesco Nitto Palma ha riferito sugli scontri di mercoledì tra studenti «rossi» e «neri» a Roma. Per l'esecutivo, l'operato delle forze dell'ordine in quel frangente è stato «ispirato a criteri di equilibrio e prudenza, cercando di tutelare la libertà di espressione e la sicurezza e l'incolumità pubblica». Il sottosegretario all'Interno ha voluto precisare che gli «scontri più duri a piazza Navona sono stati avviati da un gruppo di circa 400-500 giovani dei collettivi universitari e della sinistra antagonista» e che gli agenti non sono intervenuti direttamente a piazza Navona durante i primi momenti di tensione tra «rossi» e «neri» per evitare di acuire le ostilità.


LANCIO DI SEDIE E TAVOLINI - Prima dell'arrivo del gruppo dei 400-500, ha ricostruito il sottosegretario, c'erano stati momenti di tensione e contatti tra i manifestanti del Blocco Studentesco e quelli di sinistra, ma «l'interposizione del personale di polizia in abiti civili ha evitato possibili tafferugli. In questo frangente - ha sottolineato - il personale di polizia non ha udito cori apologetici del fascismo, ma slogan contrapposti». In seguito, molti studenti hanno cominciato ad abbandonare la piazza. «Quelli del Blocco Studentesco, raggruppati intorno al camioncino ed invitati più volte ad allontanarsi dalla piazza dalle forze di polizia - ha proseguito Nitto Palma - avevano iniziato a spostarsi portandosi verso piazza delle Cinque Lune con l'intenzione di andare verso il ministero della Pubblica Istruzione. Ma arrivati nella piazza il gruppo ha deciso di fermarsi». Nel frattempo, ha riferito, «da Corso Vittorio sono giunti circa 400-500 persone appartenenti a collettivi universitari ed alla sinistra antagonista che si sono uniti agli altri studenti. Alcuni indossavano caschi di motociclista e, invece di attestarsi nella piazza a manifestare, si sono fatti largo tra i ragazzi e, arrivati all'altezza di piazza delle Cinque Lune si sono dapprima schierati urlando slogan contro i fascisti e poi hanno iniziato un fitto lancio di oggetti, sedie e tavolini prelevati dai bar della piazza». Alcuni esponenti del Blocco, ha continuato il sottosegretario, «ma in numero molto minore, si sono schierati ed hanno preso bastoni dal camioncino, mentre i ragazzi dei Collettivi sono avanzati venendo a contatto. Le forze dell'ordine hanno quindi separato i contendenti».

«CAMIONCINO? USUALE» - Palma ha spiegato che in piazza quel giorno c'erano un centinaio di persone del Blocco Studentesco, con un camioncino. «È usuale - ha sottolineato - che durante le manifestazioni i mezzi con altoparlanti raggiungano piazza Navona».

NESSUN INFILTRATO - Il sottosegretario ha poi precisato che in piazza «non c'erano infiltrati della polizia tra i manifestanti di destra». «Ieri - ha spiegato Nitto Palma - è stato diffuso in Rete un filmato degli scontri che indica un giovane con in mano un bastone tra gli elementi di destra. Successivamente il giovane è ripreso a bordo di un mezzo della polizia, avanzandosi il sospetto che il soggetto fosse un infiltrato della polizia». In realtà, ha osservato, «è un giovane del Blocco Studentesco, fermato ed accompagnato in questura, dove è stato identificato e rilasciato. La sua posizione è tuttora al vaglio degli inquirenti».

giovedì, ottobre 30, 2008

Il coraggiosissimo Bobo Maroni


Da bravo leone di carta Bobo Maroni (ministro dell'Interno espressione di un partito che si dice secessionista) prima si lancia in un'accorata difesa della propria indipendenza "decido io". Poi cambia idea e se ne esce con questa chicca.

Reuters: Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha detto che gli studenti che occupano scuole e università saranno denunciati.

"Se ci saranno illeciti ci saranno denunce e per chi occupa illegalmente qualora si presentasse situazione di occupazione abusiva", ha detto Maroni.

Adesso una occupazione è di per sé abusiva quindi è automatico che OGNI occupazione sarà considerata abusiva.

Slogan scorretti


Alcuni slogan dalla manifestazione.

SIAMO SUL BARATRO, MA QUESTA RIFORMA E' UN PASSO AVANTI.

Dalla facoltà di chimica de la Sapienza:
CHIMICA REAGISCE!

NON C'E' PIU' IL FUTURO DI UNA VOLTA

"Maestra unica e sola costretta ad insegnare tutte le discipline in 24 ore a 30 alunni per classe cerca psicoterapeuta"

SE PENSATE CHE L'ISTRUZIONE SIA COSTOSA, PROVATE CON L'IGNORANZA

Solo un IMPEGNO: Gelmini Brunetta e Tremonti con l'insegnate di SOSTEGNO!!!!

Dopo 17 anni di precariato entro di ruolo nella fascia dei disoccupati!!

133: PIU' IRRAZIONALE DI √2

Incidenti provocati secondo Maltese

Infiltrati

Guardate questo video, è poi andate al post precedente e ritroverete in una foto presa da Panorama, lo stesso tizio che sta manifestando violentemente. È la prova del fatto che la dottrina Cossiga è stata definitivamente assunta dalle Forze dell'Ordine o da parti di esse?

Mala tempora currunt II


Un camion carico di spranghe e in piazza Navona è stato il caos. La rabbia di una prof: "quelli picchiavano e gli agenti zitti".

di CURZIO MALTESE
da Rapubblica.it

AVEVA l'aria di una mattina tranquilla nel centro di Roma. Nulla a che vedere con gli anni Settanta. Negozi aperti, comitive di turisti, il mercatino di Campo dè Fiori colmo di gente. Certo, c'era la manifestazione degli studenti a bloccare il traffico. "Ma ormai siamo abituati, va avanti da due settimane" sospira un vigile. Alle 11 si sentono le urla, in pochi minuti un'onda di ragazzini in fuga da Piazza Navona invade le bancarelle di Campo dè Fiori. Sono piccoli, quattordici anni al massimo, spaventati, paonazzi.

Davanti al Senato è partita la prima carica degli studenti di destra. Sono arrivati con un camion carico di spranghe e bastoni, misteriosamente ignorato dai cordoni di polizia. Si sono messi alla testa del corteo, menando cinghiate e bastonate intorno. Circondano un ragazzino di tredici o quattordici anni e lo riempiono di mazzate. La polizia, a due passi, non si muove.

Sono una sessantina, hanno caschi e passamontagna, lunghi e grossi bastoni, spesso manici di picconi, ricoperti di adesivo nero e avvolti nei tricolori. Urlano "Duce, duce". "La scuola è bonificata". Dicono di essere studenti del Blocco Studentesco, un piccolo movimento di destra. Hanno fra i venti e i trent'anni, ma quello che ha l'aria di essere il capo è uno sulla quarantina, con un berretto da baseball. Sono ben organizzati, da gruppo paramilitare, attaccano a ondate. Un'altra carica colpisce un gruppo di liceali del Virgilio, del liceo artistico De Chirico e dell'università di Roma Tre. Un ragazzino di un istituto tecnico, Alessandro, viene colpito alla testa, cade e gli tirano calci. "Basta, basta, andiamo dalla polizia!" dicono le professoresse.

Seguo il drappello che si dirige davanti al Senato e incontra il funzionario capo. "Non potete stare fermi mentre picchiano i miei studenti!" protesta una signora coi capelli bianchi. Una studentessa alza la voce: "E ditelo che li proteggete, che volete gli scontri!". Il funzionario urla: "Impara l'educazione, bambina!". La professoressa incalza: "Fate il vostro mestiere, fermate i violenti". Risposta del funzionario: "Ma quelli che fanno violenza sono quelli di sinistra". C'è un'insurrezione del drappello: "Di sinistra? Con le svastiche?". La professoressa coi capelli bianchi esibisce un grande crocifisso che porta al collo: "Io sono cattolica. Insegno da 32 anni e non ho mai visto un'azione di violenza da parte dei miei studenti. C'è gente con le spranghe che picchia ragazzi indifesi. Che c'entra se sono di destra o di sinistra? È un reato e voi dovete intervenire".

Il funzionario nel frattempo ha adocchiato una telecamera e il taccuino: "Io non ho mai detto: quelli sono di sinistra". Monica, studentessa di Roma Tre: "Ma l'hanno appena sentito tutti! Chi crede d'essere, Berlusconi?". "Lo vede come rispondono?" mi dice Laura, di Economia. "Vogliono fare passare l'equazione studenti uguali facinorosi di sinistra". La professoressa si chiama Rosa Raciti, insegna al liceo artistico De Chirico, è angosciata: "Mi sento responsabile. Non volevo venire, poi gli studenti mi hanno chiesto di accompagnarli. Massì, ho detto scherzando, che voi non sapete nemmeno dov'è il Senato. Mi sembravano una buona cosa, finalmente parlano di problemi seri. Molti non erano mai stati in una manifestazione, mi sembrava un battesimo civile. Altro che civile! Era stato un corteo allegro, pacifico, finché non sono arrivati quelli con i caschi e i bastoni. Sotto gli occhi della polizia. Una cosa da far vomitare. Dovete scriverlo. Anche se, dico la verità, se non l'avessi visto, ma soltanto letto sul giornale, non ci avrei mai creduto".

Alle undici e tre quarti partono altre urla davanti al Senato. Sta uscendo Francesco Cossiga. "È contento, eh?" gli urla in faccia un anziano professore. Lunedì scorso, il presidente emerito aveva dato la linea, in un intervista al Quotidiano Nazionale: "Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno (...) Infiltrare il movimento con agenti pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto della polizia. Le forze dell'ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti all'ospedale. Picchiare a sangue, tutti, anche i docenti che li fomentano. Magari non gli anziani, ma le maestre ragazzine sì".

È quasi mezzogiorno, una ventina di caschi neri rimane isolata dagli altri, negli scontri. Per riunirsi ai camerati compie un'azione singolare, esce dal lato di piazza Navona, attraversa bastoni alla mano il cordone di polizia, indisturbato, e rientra in piazza da via Agonale. Decido di seguirli ma vengo fermato da un poliziotto. "Lei dove va?". Realizzo di essere sprovvisto di spranga, quindi sospetto. Mentre controlla il tesserino da giornalista, osservo che sono appena passati in venti. La battuta del poliziotto è memorabile: "Non li abbiamo notati".

Dal gruppo dei funzionari parte un segnale. Un poliziotto fa a un altro: "Arrivano quei pezzi di merda di comunisti!". L'altro risponde: "Allora si va in piazza a proteggere i nostri?". "Sì, ma non subito". Passa il vice questore: "Poche chiacchiere, giù le visiere!". Calano le visiere e aspettano. Cinque minuti. Cinque minuti in cui in piazza accade il finimondo. Un gruppo di quattrocento di sinistra, misto di studenti della Sapienza e gente dei centri sociali, irrompe in piazza Navona e si dirige contro il manipolo di Blocco Studentesco, concentrato in fondo alla piazza. Nel percorso prendono le sedie e i tavolini dei bar, che abbassano le saracinesche, e li scagliano contro quelli di destra.

Soltanto a questo punto, dopo cinque minuti di botte, e cinque minuti di scontri non sono pochi, s'affaccia la polizia. Fa cordone intorno ai sessanta di Blocco Studentesco, respinge l'assalto degli studenti di sinistra. Alla fine ferma una quindicina di neofascisti, che stavano riprendendo a sprangare i ragazzi a tiro. Un gruppo di studenti s'avvicina ai poliziotti per chiedere ragione dello strano comportamento. Hanno le braccia alzate, non hanno né caschi né bottiglie. Il primo studente, Stefano, uno dell'Onda di scienze politiche, viene colpito con una manganellata alla nuca (finirà in ospedale) e la pacifica protesta si ritrae.

A mezzogiorno e mezzo sul campo di battaglia sono rimasti due ragazzini con la testa fra le mani, sporche di sangue, sedie sfasciate, un tavolino zoppo e un grande Pinocchio di legno senza più una gamba, preso dalla vetrina di un negozio di giocattoli e usato come arma. Duccio, uno studente di Fisica che ho conosciuto all'occupazione, s'aggira teso alla ricerca del fratello più piccolo. "Mi sa che è finita, oggi è finita. E se non oggi, domani. Hai voglia a organizzare proteste pacifiche, a farti venire idee, le lezioni in piazza, le fiaccolate, i sit in da figli dei fiori. Hai voglia a rifiutare le strumentalizzazioni politiche, a voler ragionare sulle cose concrete. Da stasera ai telegiornali si parlerà soltanto degli incidenti, giorno dopo giorno passerà l'idea che comunque gli studenti vogliono il casino. È il metodo Cossiga. Ci stanno fottendo".

Il peggior Presidente italiano



Questa intervista non è uno scherzo. È stata concessa da un uomo che ha immeritatamente rivestito le più alte cariche dello Stato.

Presidente Cossiga, pensa che minacciando l'uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato?

«Dipende, se ritiene d'essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo. Ma poiché è l'Italia è uno Stato debole, e all'opposizione non c'è il granitito Pci ma l'evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà quantomeno una figuraccia».

Quali fatti dovrebbero seguire?

«A questo punto, Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno».

Ossia?

«In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o gravemente ferito...».

Gli universitari, invece?

«Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».

Dopo di che?

«Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».

Nel senso che...

«Nel senso che le forze dell'ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano».

Anche i docenti?

«Soprattutto i docenti. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».

E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero.

«Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l'incendio».

Quale incendio?

«Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà ad insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate Rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università. E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».

E' dunque possibile che la storia si ripeta?

«Non è possibile, è probabile. Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo».

Il Pd di Veltroni è dalla parte dei manifestanti.

«Mah, guardi, francamente io Veltroni che va in piazza col rischio di prendersi le botte non ce lo vedo. Lo vedo meglio in un club esclusivo di Chicago ad applaudire Obama...».

Non andrà in piazza con un bastone, certo, ma politicamente...

«Politicamente, sta facendo lo stesso errore che fece il Pci all'inizio della contestazione: fece da sponda al movimento illudendosi di controllarlo, ma quando, com'era logico, nel mirino finirono anche loro cambiarono radicalmente registro. La cosiddetta linea della fermezza applicata da Andreotti, da Zaccagnini e da me, era stato Berlinguer a volerla... Ma oggi c'è il Pd, un ectoplasma guidato da un ectoplasma. Ed è anche per questo che Berlusconi farebbe bene ad essere più prudente».

[Fonte: Intervista di Andrea Cangini per «Quotidiano nazionale»]

mercoledì, ottobre 29, 2008

Lo stile e l'uomo

ROMA, 28 OTT - ''Io non faccio ricorso ai militari morti, si vergogni! Con la sua faccina educata... Non parli dei militari morti con quel tono'': sfuriata del ministro della Difesa, Ignazio La Russa, stasera a Sky tg24, contro il direttore dell'Unita', Concita De Gregorio (definita anche ''ignorante'').
Nel corso della trasmissione, presente anche Rosy Bindi, La Russa aveva stigmatizzato il fatto che durante la manifestazione di sabato del Pd non fossero stati affatto ricordati gli otto militari morti nell'incidente di elicottero avvenuto in Francia. Secondo il direttore dell'Unita', che ha poco dopo preso la
parola, il ministro avrebbe fatto ricorso in modo ''inappropriato'' a quel lutto per nascondere una propria difficolta'. Un'affermazione di fronte alla quale La Russa e'
sbottato, invitando la De Gregorio a ''tapparsi la bocca con un turacciolo''. ''Se usa in tono oltraggioso la memoria di quei ragazzi io mi alzo e me ne vado'', ha proseguito il ministro. ''Si vergogni! E' tipico del suo giornalaccio, che non e'
migliorato con quella nuova veste grafica''. Inviti alla moderazione sono arrivati dalla Bindi e da Maria Latella, conduttrice del programma, e alla fine la calma e' tornata.Al termine della trasmissione, infatti, con fare questa volta
pacato, La Russa ha spiegato: ''non volevo soltanto che la signora Concita intendesse il mio riferimento ai militari caduti come uno strumento perche' ero in difficolta'. Questo la prego di non pensarlo, le assicuro che non e' cosi. Era una mia opinione convinta, non dettata da uno stato di necessita', perche' io le posso giurare che al vostro posto, in piazza, un riferimento a quell'episodio l'avrei fatto. E non perche' ero in difficolta' o per strumentalizzare''.

La Russa, da ottimo avvocato, è un tecnico del chiagn'e ffotte. Non c'entrava nulla ricordare i "poveri ragazzi morti sull'elicottero". Si sarebbe magari potuto rinfacciare la morte di quei cittadini italiani (anche i militari sono cittadini italiani) costretti a volare su di un catorcio.

domenica, ottobre 26, 2008

Pazzesca tv....



I Guzzanti in televisione non ci vanno, ma schifezze come Artù con Gene Gnocchi e Glob con Enrico Bertolino, vengono mostrate giusto per riempire ore di palinsesto. Sono programmi terribili. Brutti. Non capisco quale azienda possa tenere aperti questi obbrobri che non fanno ridere anzi infastidiscono. Giustificati solo per sfottere Berlusconi e la PdL. Si tratta di programmi comici che NON fanno ridere. Con gente così.....

Si può assassinare una terra?




da Repubblica.it
Taranto, battaglia sui veleni dell'Ilva. Il ministero rimuove i tecnici anti-diossina
GIULIANO FOSCHINI

Impianti industriali dell'Ilva a Taranto
TARANTO - Sul loro tavolo c'era il futuro del più grande stabilimento siderurgico d'Europa, l'Ilva di Taranto. E la salute di centinaia di migliaia di cittadini. Avrebbero dovuto decidere, infatti, se concedere o meno alla fabbrica l'Autorizzazione integrata ambientale (Aia), una carta necessaria per la prosecuzione dell'attività. Invece, non decideranno nulla. Il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, li ha rimossi: al loro posto ha nominato tecnici di sua fiducia. "Una decapitazione del sapere tecnico-scientifico che dà forte ragione di inquietudine" attacca il presidente della Regione, Nichi Vendola.

Che a questo punto ha deciso di fare da solo: nelle prossime settimane il governatore presenterà infatti al consiglio regionale una legge che imporrà all'Ilva, così come a tutte le altre aziende che producono in Puglia, la riduzione delle emissioni inquinanti. "Stabiliremo un cronoprogramma: più passa il tempo - dice Vendola - e più dovranno tagliare. Altrimenti saremo costretti a farli chiudere".

La decapitazione ministeriale dei tecnici è stata scoperta dai pugliesi il 15 ottobre. "Convocati a Roma ci siamo trovati davanti il nuovo presidente del nucleo di coordinamento scelto dal ministro Prestigiacomo - spiega l'assessore all'Ambiente, Michele Losappio - Stranamente, più volte e con grande enfasi, ha voluto sottolineare come le emissioni dell'Ilva siano tutte nei limiti dell'attuale normativa nazionale". "Per la prima volta poi - continua il direttore regionale dell'Arpa pugliese, il professor Giorgio Assennato - al tavolo c'erano anche i tecnici dell'azienda".

"Insomma l'aria sembra cambiata, almeno al ministero" dice invece Vendola, proprio lui che appena insediato aveva fatto proprio un piano industriale d'accordo con la famiglia Riva. L'Ilva effettivamente ha speso 300 milioni di euro per modernizzare gli impianti e ha dimostrato la possibilità di ridurre le emissioni. "Non ha mantenuto però molti degli impegni presi - continua il governatore pugliese - E soprattutto nel piano presentato al Ministero parla di riduzioni delle emissioni di diossina molto lontane rispetto alla nostra pretesa: indicano limiti tre volte superiori rispetto a quelli che noi chiediamo".

Ecco perché la Regione Puglia ha già annunciato che se le carte in tavola non cambieranno, esprimerà parere negativo al rilascio dell'Aia. Ma il parere non è vincolante. Da qui la decisione di intraprendere la strada della legge regionale. "Qui si vuol far credere - spiega ancora il presidente pugliese - che in realtà non c'è niente da fare. Che o c'è la fabbrica con tutti i suoi veleni, o c'è una salubrità mentale assediata dalla disoccupazione. Ci si mette davanti all'opprimente aut aut che o si muore di cancro o si muore di fame. Invece investendo nelle tecnologie quelle riduzioni possono arrivare. In caso contrario, meglio una vita da povero che una morte sicura".

L'Ilva negli ultimi quattro anni ha prodotto utili per 2,5 miliardi. "E approfittando del vantaggio competitivo che deriva dal non avere i rigori normativi di altre aree d'Europa farà sempre più utili" dice Vendola. "In qualsiasi parte d'Europa, Slovenia esclusa, l'Ilva fosse stata, avrebbe dovuto chiudere o abbassare le emissioni" spiega il professor Assennato. "Soltanto in Italia esiste una legge con dei limiti così alti".

Il governo pugliese, in più riprese, ha chiesto di cambiare quella norma sia al governo di centrosinistra sia a quello di centrodestra. "Mai abbiamo avuto risposte. E ora mi trovo con i dirigenti cambiati, con Emilio Riva, il padrone dell'Ilva, come socio della Cai e sempre lui come principale beneficiario della processione anti Kyoto del governo Berlusconi. Io ho il dovere di mettere tutti gli interlocutori di fronte alle proprie responsabilità".

Questo scontro istituzionale arriva dopo un altro, violentissimo, avvenuto quest'estate. Per motivare la richiesta di diminu-zione degli inquinanti, e in particolare del benzoapi-rene, l'Arpa pugliese aveva allegato una serie di analisi dell'Università di Bari. Soltanto da due anni, infatti, l'Agenzia regionale per l'ambiente sta monitorando l'Ilva. Il direttore regiona le del ministero, Bruno Agricola, ha sostenuto che "le campagne effettuate non pos sono essere ritenute valide". I criteri di rilevamento, nel 2005 e nel 2006, non avrebbero rispettato quanto previsto da una legge del 2007. In sostanza, avrebbero dovuto prevedere il futuro.

sabato, ottobre 25, 2008

Le orripilanti cagate di Christian De Sica



Nella speranza che il titolo di questo post non mi provochi querele, mi accingo a scrivere dopo aver visto un fantastico intervento del figlio del grande attore-regista. Come SEMPRE gli accade, ha dato un'intervista che lascia senza parole. Bellissima, commovente senza essere piaciona, travolgente. Io capisco che quelle schifezze che fa in occasione delle feste lo riampiano d'oro, ma è mai possibile che uno dei (credo potenzialmente perché ne ha i cromosomi) più grandi attori italianidebba rassegnarsi a fare schifezze come "vacanze a non so dove?" Soldi ne ha fatti tanti, ma perché non si prova, non rischia a fare non dico un film sul padre, ma almeno a interpretare ruoli diversi. Tanto per cambiare. Una volta ogni tanto. E su....

Cacciari è impazzito?



Per il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, la manifestazione organizzata dal Pd per sabato prossimo 25 ottobre ''e' frutto di errori tattici e strategici'' e quindi ''io non ci saro', ci vadano i demagoghi''. In una intervista al Giornale Cacciari spiega che ''e' folle ridursi ad attendere passi falsi di Berlusconi, giocare di rimessa''. ''Una grande forza di opposizione - aggiunge - dovrebbe mostrare grande attenzione alla costruzione di progetti alternatitivi all'attivita' di governo'' ma ''il governo ombra ha fatto poco o nulla e andrebbe gia' reimpastato''.

Il Pd e' ''a mala pena un'ipotesi di partito'', dice Cacciari aggiungendo che avrebbe bisogno ''di una netta svolta federalista''.

Su Walter Veltroni, Cacciari afferma di non parlare con lui ''da molto tempo: evidentemente non lo ritiene utile o e' sepolto dagli impegni''.

Questa è un'agenzia di stampa finalmente completa. Cacciari, uomo di un ego enorme, è stato definito in ogni modo. In realtà, secondo me ha solo parzialmente torto. È importante andare in piazza, come diceva Geymonat, è importante "fare politica", ma nel PD ci vuole un repulisti. In un momento storico normale si sarebbero potuti tollerare anche degli incapaci. In un momento drammatico come questo invece, queste persone (parlo degli inapaci non dei delinquenti) vanno messe in condizioni di non nuocere. Se è impossibile allora si caccino a calci in culo. Uno come Cacciari è stato lasciato solo a farsi massacrare contro il Pdl. Il Pd NON ESISTE sul territorio. La politica non si fa così. E persino Veltroni cominci a capirlo.

This is my country



...unfortunately.....

By Guy Dinmore in Rome (Financial Times)

venerdì ott 17 2008 15:35

Banks and markets are tumbling but the crisis is benefiting Silvio Berlusconi, whose treatment in some parts of the media is nearing North Korean levels of adulation as his government exerts an authority not seen for decades.

The Italian prime minister declared on front pages that "state aid, which until yesterday was considered a sin, is now absolutely essential", along with promises of money for the car industry and other enterprises.

Ilvo Diamanti, a sociologist, said: "Disgraced in the 1980s, unnameable in the 90s, the state is back . . . as guarantor, saviour, exhibited like an icon, a sacred image."

While banks, so far all foreign, have crashed around him, Mr Berlusconi has cultivated an image of calm and control, even checking into an Umbrian spa and dispensing stock tips: big companies with a large state holding.

A spread in Il Giornale, the media mogul's family-run newspaper, celebrated his 72nd birthday. Greetings were listed from well-wishers, led by Vladimir Putin, Russia's prime minister.

Italians seem to love it. An Ipr Marketing poll this week gave Mr Berlusconi a 62 per cent confidence rating, the highest since he defeated a centre-left coalition last April and entered office for a third time. "Frankly, it's embarrassing," he said.

Conservative cheerleaders have credited Mr Berlusconi with spearheading a European response to the crisis, and Giulio Tremonti, finance minister, with foreseeing it.

Even those aspects of Italy previously deemed as detrimental - stodgy banks, reluctance of consumers to borrow and the black economy - are now celebrated. The "saving" of state-run Alitalia from bankruptcy only confirmed the efficacy of the Italian way.

In spite of his image as a liberal entrepreneur, Mr Berlusconi, say his critics, is now where he feels most comfortable, directing markets and key sectors through the state, with Alitalia the finest example. The loss-making airline is being delivered to a group of Italian entrepreneurs by excluding a foreign buyer, changing anti-monopoly laws and presenting a multi-billion euro bill to the taxpayer.

Mr Berlusconi says he wants to change the rules to afford troubled Italian companies greater protection against hostile foreign takeovers, prompting Tito Boeri, an economist, to ask "hostile to whom" - shareholders, the company or the state?

Mr Diamanti says that this new state will succour banks and stock markets and not schools and welfare.

The authority of the state is also being expressed through deployment of the military in the refuse crisis in Naples and to combat petty prime and illegal immigration. Polls show an appreciative public.

Mr Berlusconi's longest ever honeymoon might, however, be curtailed. In Milan, the trial of David Mills, a UK tax lawyer accused of being corrupted by Mr Berlusconi to conceal illegal accounts, resumed on Friday. Both men deny the charges.

The prime minister has wasted little time in using his solid parliamentary majority to secure immunity for himself while in office. The trial is continuing without him, and the judges have referred the immunity law to the Constitutional Court.

Mr Berlusconi, who accuses the magistrates of waging a political war against him, has in turn nominated Gaetano Pecorella, his own lawyer, to fill a vacancy on that court.

Luca Poniz, a Milan judge who is not involved in the case, said Mr Berlusconi's defence was worried that if Mr Mills was found guilty it could reflect badly on the prime minister.

Mr Poniz, head of the Milan magistrates council, said Italian politicians were "allergic to rules" and had launched "ferocious attacks" on the judiciary, including threats to the Constitutional Court should it rule against the immunity law.

mercoledì, ottobre 22, 2008

Power Ranger & murder



Skylar DeLeon, a child star on TV’s “Mighty Morphin’ Power Rangers,” has been found guilty of murdering three people, including a couple who were tied to an anchor and thrown off their yacht off the California coast. The 29-year-old former actor was convicted in the deaths of Tom Hawks, 57, and his wife Jackie, 47, who were slain in 2004. He was also found guilty of slitting the throat of John Jarvi, 45, whose body was left near a roadway in Mexico in 2003. The penalty phase of the trial will begin today.

Democrazia Forzuta

Dopo i soldati in Campania, a togliere i blocchi delle discariche e adesso la promessa dei soldati nelle scuole ci si aspetta i carriarmati per strada. Per gli italiani però, un popolo sempre più comico, solo, disperato e spaventato, è tutto normale....



da Repubblica, Ansa e altre agenzie.

Berlusconi convoca una conferenza stampa a Palazzo Chigi per mandare un avvertimento agli studenti: "Non permetterò l'occupazione delle università. L'occupazione di luoghi pubblici non è la dimostrazione dell'applicazione della libertà, non è un fatto di democrazia, è una violenza nei confronti degli altri studenti che vogliono studiare". Poi, rivolto a una giornalista che aveva posto la domanda, aggiunge: "Avete 4-5 anni per fare il callo su queste cose. Io non retrocederò di un millimetro".

Berlusconi intende andare avanti. "Convocherò oggi - ha chiarito - il ministro degli Interni, e darò a lui istruzioni dettagliate su come intervenire attraverso le forze dell'ordine per evitare che questo possa succedere". In un secondo momento Roberto Maroni ha reso noto che l'appuntamento tra i due è per le 17. "La realtà di questi giorni - ha detto ancora il premier - è la realtà di aule piene di ragazzi che intendono studiare e i manifestanti sono organizzati dall'estrema sinistra, molto spesso, come a Milano, dai centri sociali e da una sinistra che ha trovato il modo di far passare nella scuola delle menzogne e portare un'opposizione nelle strade e nelle piazze alla vita del nostro governo".

IO AGGIUNGO
È vero che la sinistra ha fatto carne da porco in Università e che certi furboni hanno costruito carriere politiche nelle Università. È vero anche che le Università sono luoghi del confronto (anche politico, cosa che Berlusconi non concepisce) e andrebbero potenziate. Minacciare l'uso della forza non è proprio di una democrazia. Spero che anche i ragazzi del Fuan o di Azione Giovani (dichiaratamente di destra, mi pare) critichino questa maniera immonda di fare politica.

martedì, ottobre 21, 2008

Il titolista folle dell'Ansa

Costui/costoro, non è un uomo è un mito e una leggenda


Oggi, in un momento di stanca ha scritto:

Cadavere semicarbonizzato in auto che va a fuoco: indagini

Ma nei giorni scorsi:

Usa: Lascia l'Iraq il cane adotatto dal soldato americano

Seguiva:

Uccise l'amico e mangiò gamba. Ergastolo a chef gay (chef?)

Pesca: attenzione alla sogliola dagli occhi a mandorla

Baader-Meinhof Komplex

lunedì, ottobre 13, 2008

Enfin, un peu de mauvais goût...

Non è uno scherzo

Carlo Rossella, bellissimo & perfettissimo




Queste cose in Italia le pubblicano per davvero come se fossero serie.....

Carlo Rossella per "Panorama" - Le banche crollano ma Parigi brucia champagne, glamour, felicità. È una città meravigliosa, perfetta, pulita, sorridente, con un sindaco gay e bravo. Fossi Gianni Alemanno, ci farei un salto. Parigi val bene una mossa. Diamocela.