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domenica, giugno 21, 2009

Come si fanno fuori i nemici

Un avversario, ma probabilmente anche un galantuomo



fonte www.paologuzzanti.it

ECCO IL TESTO DI QUESTA GRAVISSIMA LETTERA DI LEHNER CHE MOSTRA LO STATO DELLA DEMOCRAZIA NEL PARTITO DELLE LIBERTA’, NOME CHE APPARE OGGI DEL TUTTO COMICO, ANZI GROTTESCO.

Paolo Guzzanti,

come sai da gran tempo non condivido pressoché nulla di ciò che vai scrivendo.

Sono stato, anzi, assai duro e, talora, spietato verso di te, non perdonandoti mai niente. Tu, da parte tua, mi hai dato del poveraccio e del nulla eterno, pur avendo io dedicato la vita allo studio ed alla scrittura (23 volumi).

La guerra, però, è guerra.

Oggi, però, pur ribadendoti che potevi esprimere il tuo dissenso, senza perdere la misura e la tramontana lessicale, evitando, magari, di offendere i tuoi stessi colleghi, non mi unisco ai Maramaldi.

In tempo reale, chiesero proprio a me di esercitare come perito guzzantologo e guzzantofobo il diritto-dovere di darti il colpo di grazia.

Su di te - lo sai - avrei potuto scrivere un libro, ma ho rifiutato.

Ho rifiutato per l’ovvia ragione che tu, pur sbagliando, avevi mostrato nell’errore un indubitabile ed apprezzabile coraggio.

Per questo, non sono intervenuto, riservandomi soltanto la licenza di celiare senza cattiveria e senza accanimento, magari anche sui tuoi censori.

Ti esorto, infine, perché non ti voglio male e, anzi, ti auguro ogni bene, a lasciar perdere il presidente Berlusconi, che sta facendo benissimo, dedicandoti ad altri più giusti bersagli.

Non privarci della tua fantasia, della tua veemenza, financo della tua follìa, perché possono essere ancora utili alla battaglia anticomunista ed anti-islamica, all’impegno comune contro tutti i fondamentalismi.

Un abbraccio

Giancarlo Lehner

lunedì, novembre 03, 2008

Che cosa gli faranno?



Non amo Paolo Guzzanti e l'ho detto più volte. Mi chiedo se questo suo aprire gli occhi non sia più frutto di amore paterno che di effettivo convincimento politico. Non vorrei però trovarmi al posto suo dopo le ultime dichiarazioni sul suo blog, letto anche dalla Carfagna a quanto pare. Provate a immaginare che cosa gli faranno per avere osato criticare Berlusconi.....

da Repubblica.it

ROMA - Paolo Guzzanti, deputato di Forza Italia, torna a criticare Silvio Berlusconi e, stavolta, attraverso le pagine del suo blog, se la prende anche con Mara Carfagna. Il ministro viene definito "calendarista alle pari opportunità", "inadatta" a ricoprire quel ruolo. Non solo: quella di Berlusconi, nei suoi confronti, sarebbe stata una "nomina di scambio", offerta in cambio di qualcosa che il senatore non specifica. E che gli costa una querela per diffamazione.

Una presa di posizione che fa seguito alle dichiarazioni, rilasciate lo scorso 8 ottobre, quando Guzzanti aveva attaccato il premier per aver lodato la Russia di Putin. "Berlusconi mi fa vomitare", aveva detto in quell'occasione. Adesso critica senza troppe mezze misure il ministro delle Pari Opportunità: "Secondo quanto dicono alcuni testimoni che considero credibili, attendibili e tutt'altro che interessati - scrive nei commenti, rispondendo ad un suo lettore - esistono proporzionati motivi per temere che la signorina in questione occupi il posto per motivi che esulano dalla valutazione delle sue capacità di servitore dello Stato, sia pure apprendista. La sua intelligenza politica è nulla".

Ancora: "Resta aperta una questione irrisolta: quali meriti straordinari hanno condotto questo giovane cittadino della Repubblica ad una carriera così fulminea? Mi chiedo come questa persona abbia ottenuto il posto".

Ma l'accusa di Guzzanti è più pesante, perché è quella di una vera e propria nomina di scambio, un favore fatto alla Carfagna dal premier. Facendo riferimento ad alcune intercettazioni mai pubblicate dai giornali, ma che lui avrebbe letto, Guzzanti risponde ad un lettore che gli chiede se le "nomine di scambio" fossero più d'una: "Per quel che ne so, dai testi oculari, più di una. Per questo lo scandalo sarebbe devastante, costituzionalmente e istituzionalmente devastante. Più di scambio, tratterebbesi di compenso. Come scrisse Cossiga: 'ai miei tempi si offriva un filo di perle o un appartamento'".

Guzzanti è padre della comica Sabina, alla quale proprio la Carfagna ha chiesto un milione di euro di danni. A chi lo attacca per questa sua presa di posizione contro la Carfagna, Guzzanti dice: "C'entra il senso dello Stato, il primato delle regole, la limpidezza della democrazia. Abbasso la mignottocrazia, viva la Repubblica". E nel post vero e proprio, il parlamentare si chiede se sia possibile che in una democrazia "il capo di un governo nomini ministro persone che hanno il solo e unico merito di averlo servito, emozionato, soddisfatto personalmente? Potrebbe essere il suo giardiniere che ha ben potato le sue rose, l'autista che lo ha ben guidato in un viaggio, la meretrice che ha ben succhiato il suo uccello, ma anche il padre spirituale che abbia ben salvato la sua anima, il ciabattino che abbia ben risuolato le sue scarpe". Infine, un altro interrogativo: "è lecito o non è lecito che si faccia ministro in uno Stato immaginario e anzi in un Pianeta di un'altra costellazione, una persona che ha come suo merito specifico ben soddisfatto il capo del governo?".

In serata, un comunicato: "Il ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna ha annunciato in una nota di aver deciso di presentare "querela penale per diffamazione nei confronti dell'onorevole Paolo Guzzanti per quanto di falso da lui sostenuto nel suo blog e ripreso dal sito di Repubblica".

giovedì, ottobre 09, 2008

La Carfagna alla riscossa




«L'ho citata in giudizio e sono in difficoltà perché la signora Guzzanti mi fa compassione. Poveraccia, non credo sia una persona solida, mi sembra fragile mentalmente». Il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, intervistata da Enrico Mentana nella puntata di Matrix in onda mercoledì sera, torna a parlare delle polemiche scatenate dallo spettacolo di Piazza Navona di alcuni mesi fa nel corso della manifestazione 'no cav day'.

Quindi immagino che la Carfagna permetterà l'utilizzo delle intercettazioni telefoniche?. Ho capito male? E ancora. "l'ho citata in giudizio", significa che l'ha querelata? Che si è rifatta a questo articolo?

"Violenza o minaccia a un pubblico ufficiale prevista dall'articolo 336 del codice penale". (Art. 550. Citazione diretta a giudizio). Solo per la precisione.

venerdì, agosto 29, 2008

martedì, luglio 08, 2008

Sabina Guzzanti furiosa



da Repubblica.it
La Guzzanti insulta la Carfagna - "E' uno sfregio che sia ministro"
ROMA - "A me non me ne frega niente della vita sessuale di Berlusconi ma tu non puoi mettere alle Pari opportunità una che sta lì perché t'ha succhiato l'uccello, non la puoi mettere da nessuna parte ma in particolare non la puoi mettere alle Pari opportunità perché è uno sfregio".

Quella di Sabina Guzzanti contro Mara Carfagna è probabilmente l'invettiva più insultante e violenta della sua lunga e controversa carriera. L'attrice partecipa alla manifestazione "No Cav" di piazza Navona, sale sul palco e non risparmia attacchi alla ministro delle Pari opportunità, il cui nome è circolato nei giorni recenti a proposito delle intercettazioni "calde" che coinvolgevano il presidente del Consiglio.

Nel mirino, però, ci sono anche Papa Ratzinger, che "fra vent'anni sarà all'inferno, tormentato da diavoloni frocioni", e Lamberto Dini, perché a suo guidizio "hanno accusato la sinistra radicale e Clemente Mastella ma è stato Dini a far cadere il governo, probabilmente come ex direttore della Banca d'Italia tiene qualcuno per le palle". Ce n'è anche per Walter Veltroni, "che prima dice 'non delegittimiamo le persone', poi però a Berlusconi non lo chiama mai per nome, come Emilio Fede quando fa finta di non ricordare chi siano le persone di cui parla, non è una tecnica che mostra rispetto".

"L'osteria delle ministre". L'intervento di Sabina Guzzanti comincia in rima. Stornella a braccio parafrasando una vecchia canzone romana: "Osteria delle ministre / paraponzi ponzi po / le ministre son maestre / paraponzi ponzi po / e se al letto son portento, figuriamoci in Parlamento / dammela a me Carfagna / pari oppportunità". E' un attacco preciso, quello contro la ex soubrette diventata ministro. Guzzanti recupera la polemica dei giorni scorsi sull'opportunità o meno della pubblicazione delle intercettazioni "private" del presidente del Consiglio, e ricorda come la giornalista Ritanna Armeni abbia definito "una caduta di stile e un'offesa" il paragone fra la Carfagna e Monica Lewinski (paragone sollevato dal deputato dell'Idv Massimo Donadi, secondo il quale "i cittadini americani avevano avuto l'opportunità di conoscere la moralità del presidente Clinton"), giudizio al quale era seguìta una condanna bipartisan delle critiche piovute sul ministro. "Quello fra la Carfagna e la Lewinski - chiosa Guzzanti - è un paragone del cazzo".

"E il Cavaliere è contento". Del polverone sollevato, insiste l'attrice, "il Cavaliere è contento, perché dice che gli italiani non si scandalizzano e che, anzi, il gallismo piace". "La prossima volta allora - continua - Berlusconi potrà fare un passo ancora più importante: il giorno del giuramento dei ministri del governo potrà dire 'pari opportunità, succhiamelo', col plauso di tutti gli italiani". E "per quei quattro gatti che non subiscono il fascino del gallismo - dice Guzzanti - sono rimaste poche speranze: una è il Viagra, e l'altra è la mobilitazione sindacale delle prostitute , solo che le prostitute non si fidano, perché dicono che i sindacati sono corrotti".

"Sui blog si discute di fellatio". Gli applausi dalla piazza si moltiplicano, parte qualche "Brava Sabina". Lei legge alcuni messaggi di blogger, contro il governo, contro Berlusconi, contro il lodo Alfano, ancora contro la Carfagna. "Il dibattito su internet e sui blog è acceso - spiega - si discute se è più opportuno chiamarli fellatio o pompini".

Il Papa e la "menzogna" della Sapienza. A metà intervento, il mirino di Sabina Guzzanti si sposta verso il Vaticano, ed è anche una delle parti più esagitate del monologo. "Il governo - dice - è caduto in buona parte anche grazie a Ratzinger, con quella porcheria della negata partecipazione a La Sapienza. La menzogna della censura a Ratzinger è stata sostenuta da tutti i media e i politici, salvo le solite, rilevanti eccezioni. Questo significa avere il controllo dei media, inventare una polemica che non sta né in cielo né in terra, perché non c'è motivo al mondo - urla l'attrice - percui Ratzinger debbe inaugurare l'anno accademico delle nostre università".

"Il Papa all'inferno, dove deve stare". L'attacco a Benedetto XVI continua: "Grazie alla legge Moratti - dice Guzzanti - fra vent'anni gli insegnanti saranno scelti dal Vaticano, ma fra vent'anni Ratzinger sarà dove deve stare, cioè all'inferno, tormentato da diavoloni frocioni attivissimi, e non passivissimi. Non come i gay che hanno accettato di spostare il Gay Pride a Bologna perché a Roma, a San Giovanni, c'era un coro di preti. E 'sti cazzi, si direbbe in una repubblica democratica".

"La Carfagna, uno sfregio". La Guzzanti torna ad attaccare Mara Carfagna verso la fine del suo intervento dal palco di piazza Navona. "Io non sono una moralista - dice - come ci accusano gli opinionisti che non hanno nemmeno un vocabolario, perché la parola 'moralista' ha un significato e per usarla sui giornali lo devi conoscere. Moralista è Casini, divorziato tre volte, moralista è Mele (il deputato dell'Udc coinvolto in uno scandalo di squillo e cocaina, ndr). A me non me ne frega niente della vita sessuale di Berlusconi - grida l'attrice, fra le ovazioni del pubblico - ma tu non puoi mettere alle Pari opportunità una che sta là perché t'ha succhiato l'uccello. Non la puoi mettere da nessuna parte ma in particolare alle Pari opportunità, perché è uno sfregio. Vattene!".

Queste frasi sono state pronunciate nel corso di una riunione pubblica davanti a delle telecamere ergo non esiste nessuna ragione al mondo per cui chi le riporta possa essere considerato correo e responsabile di una qualsivoglia azione passibile di querela.