domenica, agosto 20, 2006

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Lettera di Marco Travaglio a l’Espresso

Caro Giampaolo, ti ringrazio per il garbo con cui, pur in parziale dissenso da me, hai ricostruito la buffa polemica intorno al "Beriatravaglio". Anch'io, come te, penso che sia meglio che i Ds siano "figli di Fassino che di Beriatravaglio". Dei Ds Fassino è il segretario, mentre io non sono nulla. Non faccio il politico, non pretendo di "dare la linea" a nessuno. Faccio semplicemente il giornalista, collaborando da free lance con i giornali che mi ospitano e cercando di raccontare fatti, possibilmente veri.

Sai quando sono diventato Beriatravaglio? Quando ho elencato sull' Unità i colletti bianchi (tutti fuori dal carcere) che l'avrebbero fatta franca grazie all'indulto gabellato per "svuota-carceri". E quando, l'indomani, su Repubblica, ho intervistato l'avvocato Sergio Bonetto, parte civile per le vittime dell'Eternit (3 mila morti da amianto) nel processo di Torino, preoccupato sia per l'indulto esteso alle "morti bianche" sul lavoro, sia per le voci di un'amnistia in autunno.

L'indulto, scontando preventivamente 3 anni di pena ai big boss dell'Eternit e dunque liberandoli dalla prospettiva di finire in carcere in caso di condanna, li avrebbe scoraggiati dal proposito di risarcire subito le vittime in cambio del patteggiamento: tant'è che la sola voce di un'amnistia aveva fatto saltare le trattative - ormai a buon punto - con i rappresentanti della multinazionale per un risarcimento immediato. I due articoli non hanno ricevuto smentite: era tutto vero. In compenso, sul "Foglio", Adriano Sofri mi ha dato dello "squadrista" e poi del "cretino".

L'avvocato Bonetto ha inviato una lettera al "Foglio" precisando che quanto avevo scritto è la pura verità, ma il "Foglio", molto democraticamente, non l'ha pubblicata. Un paio di giorni dopo Staino mi ha dipinto come un corvaccio, il "Berjatravaglio" appunto, accusandomi di indurre Bobo a pensar male dei dirigenti Ds. Come vedi, l'oziosa diatriba su giustizialismo, regime, estremismo e riformismo c'entra ben poco. C'entra molto la cronaca. Credo che se molti lettori apprezzano quello che scrivo non è perché siano "estremisti", "intolleranti", "sospettosi", "manichei", o perché io li spinga a "succhiare il chiodo del loro livore".

Ma è perché vogliono continuare a essere informati sui retroscena e sulle conseguenze di certe scelte del governo, anche se, anzi proprio perchè lo considerano il"loro"governo.Se s'incazzano,non è per "acidità", ma perché avvertono una certa distanza fra le promesse elettorali e gli esordi della nuova legislatura, fra un indulto salva-furbetti e una legge anti-intercettazioni. Forse è per questo che anche qualche elettore Ds mi legge con interesse: perchè sono abituato a scrivere quello che so e vedo, a chiamare porcate le porcate, sia quelle di Berlusconi, sia quelle dell'Unione, sia quelle di Berlusconi e Unione insieme.

Proprio come facemmo sull'Espresso negli anni della Bicamerale, quando tu e Claudio Rinaldi coniaste l'immortale "Dalemoni", raccontando gli effetti nefasti di quell'inciucio e di quella controriforma, poi fortunatamente naufragati. Anche allora gli elettori dell'Ulivo ci ringraziavano. Gli eletti molti meno: preferivano inciuciare al riparo da occhi e giornali indiscreti. Tant'è che tu fosti escluso dalle feste dell'Unità. Quest'anno hanno escluso me. Magari, se fossimo davvero i nipotini di Berija, ci farebbero ancora entrare.

1 commento:

Pentma ha detto...

Mi piacerebbe che la leggessero coloro i quali si fermano alle apparenze. Il buon Adriano Sofri (beatificato in Italia) può avere la mia simpatia per la sua vicenda umana, ma mi sembra uno degli intellettuali più sopravvalutati degli ultimi tempi. Ovviamente anche questo è un parere personale.