martedì, febbraio 28, 2006

Un libro



"Chi rientri a Taranto, dopo un periodo di assenza, da Nord, sull’Appia, passata la stazioncina di Bellavista, prima ancora di vedere il mare oltre la piana, o le ciminiere della zona industriale, viene colpito da un odore caldo, acre, dapprima sottile, poi sempre più intenso, e familiare. Il cuore accelera i battiti, le mani si decontraggono sul volante. Paradossale che sia, per più di duecentomila persone, più i numerosi fuori sede espatriati in cerca di occupazione, quel tanfo di acciaieria vuol dire “casa”.

Un libro su Taranto. La copertina fa schifo (un po' d'impegno, no?), ma il testo ha momenti davvero notevoli. Io ve lo consiglio.

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