sabato, dicembre 11, 2010

Un Vaticano non all'altezza

Si dice spesso che il male dell'Italia sia il Vaticano. Uno Stato nello Stato che interloquisce con una screditata e debole classe politica sempre pronta a genuflettersi ai voleri di un paio di persone che credono di rappresentare la Chiesa. In realtà è vero anche il contrario. In una nazione ribalda come l'Italia, senza onore e senza regole (che detto per inciso dalla UE dovrebbe stare fuori) anche il Vaticano deve soffrire di questa forzosa vicinanza. Sia Giovanni Paolo II che Papa Ratzinger hanno tentato di "smuovere le acque", ma, diciamo la verità, hanno dovuto lavorare col materiale umano a disposizione: scarsino. Dove sono oggi i Carlo Maria Martini? Per questo non stupiscono i cables di wikileaks che tanto fanno infuriare la Santa Sede. Dicono quello che tutti sanno: che il re è nudo e che questa chiesa non ha le capacità per sbaragliare la "concorrenza". E' il dramma, la condanna di questa chiesa nel cuore dell'Europa secolare e dell'Italia mafiosa. Non riesce ad essere abbastanza moderna e preparata alle sfide. E perde accoliti a favore della "concorrenza". A partire dalla contraccezione, dal matrimonio dei preti (non puo' capire la vita chi vi è mantenuto artatamente al di fuori, sono uomini, perché gli deve essere negata la gioia di avere una famiglia? Perché la vocazione deve diventare una sofferenza per tutta la vita?). Ma al di là delle discussioni teologiche il problema è che, come l'Italia, questa chiesa è vecchia, ignorante e superata. Troppo piaciona. Troppo "romana". Esattamente come l'Italia dove persino i puri leghisti sono caduti vittime di queste cattive abitudini. non c'è niente da fare. O cambia o sarà davvero solo un "culto" per i paesi del terzo mondo (dove peraltro avanzano le chiese pentecostali e i predicatori a pagamento). Non fosse altro che per evitare una situazione del genere, la Chiesa avrebbe non il diritto, ma il dovere di svegliarsi. Di battere i pugni sul tavolo per questioni davvero importanti. Una volta si utilizzava il sesso, il senso di colpa come forma di controllo, e funzionava. Oggi, di fronte a pandemie come l'Aids, di fronte alla doppia morale che dalla gerarchia è via via stata fatta propria da chi si dice credente, il risultato è questo. Wikileaks non ha fatto che ribadirlo con le spiacevoli affemazioni di un diplomatico americano. 


Fonte corriere



I file Usa sul Vaticano: «Un potere antiquato ma utile come alleato»

Frecciata a Bertone: «Parla solo l'italiano»


Il cardinale Tarcisio Bertone (Infophoto)
Il cardinale Tarcisio Bertone (Infophoto)
Nuovi dispacci confidenziali, compilati dall'ambasciata Usa presso la Santa Sede e diffusi da Wikileaks, rivelano che i diplomatici americani considerano la Santa Sede una fonte di informazioni importantissima per i suoi contatti che vanno dalla Cina alla Corea del Nord, dal Medio Oriente a Cuba. Ma al tempo stesso gli americani confidano nei loro rapporti che «l'influenza vaticana è sovrastimata» e che molti dei suoi esponenti sono anziani, provinciali e poco al passo con la tecnologia. Da note redatte da Julieta Valls Noyes, vicecapo della rappresentanza Usa in Vaticano, emerge un ritratto ben poco lusinghiero della Curia: il segretario di Stato, cardinal Tarcisio Bertone, è uno «yes man» senza esperienza diplomatica che «parla solo l'italiano»; l'unico ad avere il BlackBerry è il portavoce Federico Lombardi «ma non ha accesso al Papa», e pochi hanno l'email. «Sono quasi tutti settantenni, e non capiscono i media moderni né le nuove tecnologie», osserva Noyes. La Città del Vaticano «non è una spin city», gioco di parole che trasforma «la città senza peccato sin» nella «città che non sa orientare l'informazione spin». Altri dispacci, citati dal Guardian, rivelano che l'ambasciatore britannico presso il Vaticano Francis Campbell temeva che l'invito del Papa agli anglicani che si oppongono al sacerdozio femminile di convertirsi in massa al cattolicesimo avrebbe potuto portare alla violenza contro i cattolici in Gran Bretagna. Sempre secondo i file, nel 2009 il Vaticano rifiutò il permesso ad alcuni suoi funzionari di testimoniare davanti alla Commissione irlandese che indagava sull'abuso di bambini da parte di religiosi.
Ci sono però anche rapporti che testimoniano della convinzione americana del potere internazionale del Papa. Noyes dichiara che «il Vaticano contribuì a far rilasciare» i 15 marinai britannici catturati dall'Iran nel 2007. Il Papa è ritenuto responsabile della resistenza del Vaticano all'accesso della Turchia all'Ue. Già da cardinale, nel 2004 Ratzinger espresse scetticismo verso l'adesione della Turchia, mentre il Vaticano era neutrale. Il Papa voleva che ci fosse un riferimento alle «radici cristiane» dell'Europa nella Costituzione Ue. Pensava inoltre di servirsi della Polonia come cavallo di Troia per diffondere i valori cristiani in Europa. Il portavoce vaticano, padre Lombardi, ha detto ieri che i dispacci contengono «le percezioni e le opinioni di chi li ha redatti e non possono essere considerati espressione della Santa Sede».
Ci sono anche nuovi file sull'Eni. Nel 2009 l'ambasciatore Usa in Uganda scriveva di credere che l'Eni aveva pagato mazzette a ministri locali per aggiudicarsi la partita, poi persa, per acquisire i pozzi petroliferi della Heritage. Secondo altri file, Caracas manipola i prezzi del greggio e accetta ultimatum sui contratti anche dall'Eni: l'ad Paolo Scaroni avrebbe detto a Caracas «o accettate o prendo un aereo». L'Eni ha smentito e annunciato querele. Il fondatore di Wikileaks Julian Assange intanto è da ieri in cella di isolamento a Londra. Ma ha un computer con accesso limitato a Internet per preparare la difesa contro la richiesta di estradizione della Svezia, dov'è accusato di stupro e molestie sessuali. Gli avvocati temono una «imminente» incriminazione negli Usa per spionaggio per aver diffuso i file sulla diplomazia Usa.
Viviana Mazza

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