venerdì, agosto 28, 2009

Brunetta e gli altri?



PAOLO BIONDANI PER "L'ESPRESSO" IN EDICOLA DOMANI

Gola Profonda, l'anonimo funzionario dell'Fbi che portò alla luce lo scandalo Watergate, dava ai reporter del "Washington Post" un consiglio rimasto famoso: "Seguite la pista dei soldi". Nell'Italia di Papi sono cambiati anche gli scandali. E per capire i retroscena del mancato commissariamento del Comune di Fondi, cioè dell'incredibile stop del governo Berlusconi a un intervento antimafia sollecitato dal prefetto, dai magistrati, da tutte le forze di polizia e dallo stesso ministro Maroni, bisogna rassegnarsi a seguire un'altra pista: le amiche degli amici.

Fondi è il comune della provincia di Latina che ospita il più grande mercato ortofrutticolo italiano (in sigla, Mof). Vent'anni di inchieste, processi e condanne documentano pesantissime infiltrazioni mafiose che inquinano non solo l'economia, dall'agroalimentare all'edilizia, ma anche l'amministrazione comunale. Dall'ottobre 2008 il prefetto, Bruno Frattasi, ha chiesto per due volte di commissariare il comune.

L'ultima documentatissima richiesta (507 pagine) era stata condivisa dal ministro dell'Interno, il leghista Roberto Maroni. Ma il consiglio dei ministri l'ha prima bloccata e poi rispedita al prefetto. Nonostante i 17 arresti per mafia e appalti (seconda retata in un anno) ordinati in luglio dai magistrati di Roma. Rispondendo a una domanda di "Repubblica", Silvio Berlusconi ha spiegato così lo stop: "Sono intervenuti diversi ministri che hanno fatto notare come nessun esponente della giunta e del consiglio comunale sia mai stato raggiunto da un avviso di garanzia".

Il che è vero, almeno adesso, solo che la nomina di un commissario non richiede affatto di provare la responsabilità penale dei politici in carica. Anzi, proprio il nuovo pacchetto sicurezza, citato da Maroni come motivo per una nuova richiesta (che il prefetto dovrebbe ultimare in settembre), consente di intervenire anche sui dirigenti della burocrazia comunale. E a Fondi ce ne sono ben quattro già imputati.

Senza contare i due ex assessori che si sono dimessi solo dopo l'avviso di garanzia. E il capitolo della relazione Frattasi dedicato alla Silo srl, una società (finanziata da Sviluppo Italia) con tre titolari: il sindaco Luigi Parisella, suo cugino Luigi Peppe, che ha il fratello sotto accusa come prestanome della 'ndrangheta, e il senatore Claudio Fazzone, numero uno di Forza Italia a Latina.

"Questa non è una città mafiosa, l'inchiesta è un complotto contro il Partito delle Libertà": a Fondi nessuno si è stupito quando Fazzone, dopo mesi di voci sulle sue pressioni sul governo, ha attaccato carabinieri e prefettura. A far gridare allo scandalo l'opposizione di sinistra e tutte le associazioni antimafia è invece la scoperta che l'opinione del senatore di Latina è diventata la linea del governo.

Ma chi sono i "diversi ministri " tanto garantisti da bocciare l'antimafia? Le sedute del governo sono segrete. Ma a Fondi e Latina, tra caserme e movimenti antiracket, si ripetono gli stessi nomi di "ministri con legami personali, prima che politici" con queste terre ormai in bilico tra stato e crimine organizzato. La traccia più vistosa porta a Renato Brunetta.

Da qualche mese il ministro dell'Innovazione pubblica si fa fotografare con la sua "nuova fidanzata": "Si chiama Titti, ma non vi dico il cognome". La bionda arredatrice d'interni corrisponde all'identikit di Tiziana Giovannoni, sorella di Paola, che è la moglie del sindaco di Cisterna, Antonello Merolla.

In questo centro a 20 chilometri da Latina, Merolla ha vinto al primo turno (con il 55 per cento) benchè candidato in extremis, naturalmente con la benedizione di Fazzone. E con l'aiuto del ministro, schierato nei comizi a Cisterna. Dove Brunetta ha pure alluso a Titti, dichiarandosi già "imparentato" con il sindaco- cognato: "Il mio cuore è qui". E sempre Brunetta ha scelto i fortunati enti locali che, "primi in Italia", potranno beneficiare del "protocollo e-gov 2012" per l'efficienza amministrativa: Provincia di Latina e Comune di Cisterna.

Anche Altero Matteoli ha un legame forte con il feudo elettorale di Fazzone. Il ministro delle Infratrutture è sceso in campo a favore di Ilaria Bencivenni, candidata sindaco di Aprilia, uno dei comuni più popolosi della provincia, dopo furiose lotte interne chiuse da un diktat del solito Fazzone. Anche Ilaria ha potuto esibire nei comizi il suo "caro amico ministro".

Ma gli elettori non hanno premiato la protetta di Matteoli, che si è fermata al 32 per cento, contro il 67 raccolto dal candidato delle liste civiche. Ad Aprilia, per inciso, la cittadinanza è sempre più impaurita da un'escalation di omicidi di mafia, arresti di boss e sequestri di droga, armi ed esplosivi.

Se la posizione ufficiale di Matteoli e Brunetta resta un segreto del governo, Giorgia Meloni si è sbilanciata pubblicamente, in almeno un comizio, contro il commissariamento di Fondi. Anche per il giovane ministro, come si diceva nel '68, il personale è politico. Nicola Procaccini, che è il suo portavoce (nonchè fidanzato, stando al settimanale Panorama), è figlio di Maria Burani, ex parlamentare berlusconiana, e di Massimo Procaccini, ex giudice penale di Latina diventato avvocato.


FAZZONE GRAZIE
Tra i suoi clienti oggi spiccano grossisti del Mof come Vincenzo Garruzzo, arrestato per usura già l'anno scorso, nella prima retata contro la mafia a Fondi. Procaccini padre difende pure la moglie di Fazzone, a cui è intestata la villa di famiglia sequestrata perchè abusiva: il tribunale l'ha condannata a un anno (indultato) definendo illegale un condono ad personam varato dal comune.

Ma la lista degli amici di Fondi nonostante la mafia, riserva un'altra sorpresa. In questo paese con un corridoio sul mare è di casa anche il generale Roberto Speciale: l'ex comandante della Guardia di Finanza che, dimettendosi dopo una velenosa polemica con il governo Prodi, contribuì a limitare i danni per Berlusconi alle elezioni del 2006, diventando quindi un suo parlamentare.

Speciale è amico da una vita di Soledad Esposito, proprietaria del camping Holiday Village. Sequestrato da un pm di Latina, il campeggio di Fondi fu salvato da Fazzone, che protestò in tribunale, dopo di che il capo della procura ha avocato l'inchiesta, dissequestrato e archiviato. Il marito di Soledad, Paolo Maio, è titolare, tra l'altro, di una società di catering chiamata "Holiday Soledad srl". Speciale era stato inquisito per presunti abusi nei voli di Stato, usati tra l'altro per trasportare tre cassette di spigole dal Tirreno alle Alpi.

Assolto dalla Corte dei Conti del Lazio, che non ha ravvisato alcun danno alle casse pubbliche nei viaggi aerei offerti ai suoi amici oltre che al pesce, il generale ora attende solo l'ultimo processo. In questa richiesta di giudizio, la procura militare nomina l'impresa che consegnò le famose spigole aerotrasportate: "Holiday Soledad srl", guarda caso.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Perche non:)

Anonimo ha detto...

Perche non:)