venerdì, giugno 19, 2009

Equilibrismi




Carlo Rossella: considerato un grande giornalista nel passato, in realtà uno che ha sempre ben saputo muoversi, ma che ha inventato "Verissimo" per dire, che di giornalistico ha davvero pochino. Carlo Rossella viene ormai usato dal Corsera per fare da controparte agli articoli e ai reportages seri che dimostrano la sempre maggiore inadeguatezza di un tizio, Berlusconi, che non dovrebbe stare dove sta. Il presidente di Medusa (quindi stipendiato dal presidente del Consiglio) si ammanta della sua fama di bon vivant, di una certa aura internazionale (una patente datagli non si sa bene da chi, né perché) per dare maggiore importanza ad affermazioni e difese d'ufficio che non troverebbero spazio su nessun giornale serio di alcun paese al mondo. Trucchetti ridicoli come iniziare un intervento che si sa dapprincipio di difesa a oltranza, con un "non capisco"? Sono cose che si usavano 30 anni fa, ma magari ancora qualcuno ci casca in Italia. Strano però, un uomo di mondo certe cose dovrebbe saperle. O forse funzionano in un piccolo stivaletto gettato nel mediterraneo che crede davvero di essere la ottava (o settima?) potenza al mondo. Almeno però, stavolta, l'intervista l'hanno fatta fare a Cremonesi che un po' di schiena diritta ce l'ha e non ha iniziato il pezzo coprendo di stomachevoli complimenti l'intervistato. Se non ci credete cercate le altre interviste a Rossella su questo blog.

Fonte Corsera

Carlo Rossella: «Vi racconto le cene a Palazzo Grazioli»

Il presidente di Medusa: «Il premier non può chiedere i documenti. Tarantini portò anche un’attrice famosa»


MILANO — «C’è una cosa che non capisco: come sia possibile che a una donna va da bene il passare per sempre come quella dei mille più mille, cena e dopocena». Carlo Rossella, presidente di Medusa Film, già di­rettore della Stampa, del Tg5 e di Panora ma, alle cene di palazzo Grazioli c’è stato. Ma del racconto di Patrizia D’Addario, la donna che sostiene di esser stata pagata per partecipare ad alcune serate nel quartier ge nerale romano del premier, proprio non si capacita. Patrizia D’Addario dice di aver ricevuto delle promesse che poi non sono state mantenute. «Ma scusi. Questa signora si è autoaccu sata di essersi... diciamolo pure, venduta per mille euro per partecipare a una cena. E per duemila per una cena più il resto. Ma chi glielo ha fatto fare? E, visto che ci siamo, a quale prezzo lo ha fatto?».
È arrabbiata, forse...
«Va bene, ma d’ora in avanti chiunque parlerà di lei, sarà su quello. Devono averla pagata parecchio». Chi? Secondo lei esiste un complotto, da Noemi fino a questa vicenda?
«Io ritengo una cosa sola. Che questa si gnora deve avere avuto un bel tornaconto. Quanto alla storia di Noemi Letizia, è stata chiarita. Fine. Conclusa. Berlusconi ha pre so i voti che ha preso e, ha notato? Nessuno ne parla più».
Ma queste cene a palazzo Grazioli come si svolgono?
«Sono cene. Semplicemente questo. Ber lusconi invita qualche amico, molto spesso gente giovane. Ci sono belle ragazze, certo. E spesso arrivano altri amici, che magari portano altre ragazze».
Anche Giampaolo Tarantini?
«Anche. Un giovane brillante, simpatico a cui piace farsi vedere in compagnia di bel le donne. Un modo per mettersi in mostra? Sono affari suoi, e non mi sembra così gra ve ».
E poi?
«E poi si mangia. Berlusconi racconta qualche barzelletta. Tra l’altro, mai scollac ciate. Barzellette normali».
Le cene non saranno soltanto a base di barzellette.
«No. Si parla anche parecchio di politica. Berlusconi parla dei fatti del giorno, li com menta, li rivive. Il tono non è certo quello della conferenza stampa. E poi c’è la musi ca».
Mariano Apicella?
«Non solo. Spesso ci sono musiciste, an che affermate. Per dire, una volta c’era Lola Ponce. A volte, una cantante napoletana molto brava, Filomena mi pare si chiami. E poi, una musicista argentina che è stata per seguitata dalla dittatura».
E il presidente? Non canta?
«A volte, certo. Capita. Perlopiù sono can zoni francesi. Anzi, quella che canta più spesso è Pigalle di Henry Salvador. Non sol tanto perché ha un timbro di voce abbastan za simile: il fatto è che una volta ha cantato quel brano a Parigi, in un locale, proprio in sostituzione di Salvador».
Nient’altro?
«Ma no, che altro? Si mangia. Cose molto semplici: pasta, verdure. Un antipastino di pesce. Il gelato al pistacchio per finire. Spes so le cose vanno un po’ per le lunghe per ché Berlusconi è di continuo chiamato al te lefono, e si deve alzare per rispondere. In ogni caso, a mezzanotte e mezza arriva sem­pre un maggiordomo con una pila di dos sier, e lui ci congeda».
Va bene. Ma tutte queste belle ragazze non sono fuori luogo?
«Ma perché? Le ripeto, sono amiche di amici. E se una non fosse una persona per bene, Berlusconi che ne può sapere? In ogni caso, si tratta quasi sempre di persone note. Proprio Tarantini una volta ha portato una delle più belle attrici italiane. Molto nota e molto bella». Pietà: il nome. «Mai. Non vedo perché dovrei metterla in difficoltà».
Lo stesso Giuliano Ferrara ha parlato di «stile di vita esposto ai noti meccanismi di condizionamento e di ricatto».
«Ma il premier cosa dovrebbe fare? Chie dere i documenti? Sono cene. E a Palazzo Grazioli credo possa fare quel che vuole. A Berlusconi piacciono queste serate in alle gria, e non è certo per rincorrere le donne. Semmai, sono loro a rincorrere lui. È poten te, l’uomo più potente d’Italia, è simpatico, affabile, alla mano...».
Appunto. Il rischio aumenta. Magari, chi lo sa, in buona fede: una battuta galan te del premier, e ci si illude.
«Illusioni perdute, ambizioni sbagliate... cose che lasciano il tempo che trovano». Insomma, nessuna critica? Persino Chi rac ha raccontato di alcuni irrituali discor si che gli avrebbe fatto il nostro premier. «Chirac dovrebbe guardare la trave nel proprio occhio, visto come è stato chiac chierato. Su di lui, ce n’è una collezio ne... ».
Marco Cremonesi

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